
Il web 2.0: da conferenza a conferenza
Il termine web 2.0, infatti, viene preso seriamente in considerazione a partire da un convegno del 2004 a San Francisco, organizzato da Tim O'Really e Jim Battelle, due web evangelist provenienti da Computer World e Wired.
Il tentativo è chiaro, complesso e facilmente criticabile. Ma gli americani sono così, hanno la necessità di mettere nero su bianco le idee, anche quando non sono ancora definite. Occorre, allora, trovare una definizione capace di racchiudere un'evoluzione infrastrutturale e concettuale della rete, intrappolare lo spirito di una rivoluzione in corso.
Da un combattuto brainstoriming nasce quel nucleo di concetti che formano il web 2.0:
- Il web è una piattaforma, non un media
- L'interazione è al centro dello sviluppo.
- I modelli di architettura partecipativa e collaborativa sono una base essenziale.
- L'utente finale è il principale fornitore di informazioni della rete.
- Lo sviluppo di banda e della computerizzazione degli strumenti di vita quotidiana, come il telefono, permetteranno un massiccio trasferimento di informazione in ogni formato e potenzialmente da ogni persona.
Tuttavia lo sforzo sembra insufficiente: molti modelli sono esclusi, altri troppo invischiati con strutture antecedenti. E le applicazioni non dovrebbero essere neanche considerate parte di questo movimento. Ma la direzione è indicata, occorrerà tempo e lo sviluppo delle tecnologie.
"The right words are the ones people actually use, and this word is catching on" afferma O'Reilly, ed è una dichiarazione assolutamente coerente con i principi del web 2.0. Lo zeitgeist era stato catturato e la storia del termine coincide con quella del cambiamento in atto.
Lo stesso anno nasce Facebook, seguendo di pochi mesi la nascita di un gigante, MySpace, ed in coincidenza con la creazione dell'attuale quarto sito mondiale per importanza, YouTube. Wikipedia è da tempo una realtà affermata. In quell'anno scoppia il fenomeno dei blog ed iniziano a nascere le prime blogstar, semplici utenti, che scrivendo dei propri hobby ottengono notorietà e numeri da grandi magazine editoriali.
Le buone idee ci sono da sempre, ma il web le amplifica enormemente e in modo smisurato quando le buone "storie" diventano collettive.
Il web 2.0 si sviluppa, mantiene labili i propri confini, è un universo che si allarga e si contrae attorno al nucleo delle definizioni elaborate nella conferenza del 2004. Alcuni modelli si trovano ai confini altri prossimi al centro, ma nascono e si sviluppano all'interno di questa evoluzione.
A distanza di anni dalla sua definizione, SIRIS ha organizzato il convegno "2.0 - Evoluzione verso l'impresa innovativa" con una certezza: il web 2.0 ha cambiato le regole del gioco e creato nuovi protagonisti. Gli utenti.
Ognuno di noi è connesso via internet con migliaia di persone. Possiamo raggiungerli direttamente via mail, in un social network, in un forum pubblico o semplicemente postando un nostro commento in un sito ad alto traffico. Ognuno di noi può aprire in pochi minuti un proprio blog e diffonderlo con facilità ad iniziare dai propri amici. Insomma nella rete ognuno di noi conta. A questo punto non è più l'accesso al pubblico il problema, ma quello che abbiamo da dire.
Cosi è per noi, cosi è per le aziende.
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